Una continua storia di fede e gratitudine
a cura di paolo (0 commenti)
Non sono mancati momenti di voler lasciare tutto più volte nel corso della mia carriera universitaria vista la difficoltà del percorso. Chi mi ha dato la forza di ricominciare?
Me l’ha fornita Gesù!
Nell'antichità il maestro della sapienza per eccellenza era Socrate, colui che sapeva di non sapere. Socrate è stato il protagonista della mia tesi.
Siamo felici di condividere una splendida notizia che tocca il cuore della nostra comunità. È la testimonianza di Marco Savarese, un giovane che, attraverso il suo impegnativo ma brillante cammino universitario, ci offre una profonda lezione di vita. Laureatosi in Filologia classica all'Università Federico II di Napoli, Marco ci apre le porte del suo cuore per raccontarci come la fede, la resilienza e i legami sinceri nati fin dall'infanzia siano stati le vere colonne portanti di un traguardo accademico e umano straordinario.
Sono Marco Savarese nato a Napoli il 24 novembre 1995. Il 15 luglio 2026 ho conseguito la laurea magistrale in Filologia letterature e civiltà del mondo antico all' università degli studi di Napoli Federico II, una laurea afferente agli studi umanistici.
Un traguardo raggiunto gradualmente in quanto non nascondo che non sono mancati momenti di voler lasciare tutto più volte nel corso della mia carriera universitaria vista la difficoltà del percorso triennale in lettere classiche e poi di quello magistrale in Filologia. Però chi mi ha dato la forza di ricominciare? Me l’ha fornita Gesù!
Tra studio dei testi e la loro trasmissione dal mondo antico fino a oggi che è lo scopo della Filologia classica non mi sono mai perso d'animo grazie alla resilienza che viene da Dio. Suor Stella è colei che mi ha insegnato ad adeguarmi ai vari contesti educativi. È alla mia maestra che devo anche i primi passi nel mondo della conoscenza.
Nell' antichità il maestro della sapienza per eccellenza era Socrate, colui che sapeva di non sapere. Socrate è stato il protagonista della mia tesi. Ho scelto infatti il Fedone che narra l'ultimo giorno di vita di Socrate condannato nel 399 a.C. per empietà. In realtà Socrate ha bevuto la cicuta ingiustamente.
Il titolo per esteso è: L'immortalità dell’anima nel Fedone di Platone: la psiche come fulcro vitale. Questa tesi l'ho dedicata a mia madre Franca in sua memoria.
Ciò che mi ha mantenuto vigile nel mio lavoro è stato l'amore che sulla terra ha avuto mia madre nei miei confronti. E proprio pensando alla sua anima volata in cielo ho scelto questo dialogo filosofico un dramma etico, come l'ho ha descritto Giovanni Casertano mio principale riferimento interpretativo. Punto di forza è stato proprio l’amore per mia madre che mi ha spinto a proseguire l’antichistica.
Ciò che mi ha colpito sono i quattro argomenti dell’immortalitàdell’anima.
L'ultimo, al quale si giunge in maniera progressiva dimostra la vitalità dell’anima principio secondo cui al sopraggiungere della morte l'anima sopravvive. Grazie a papà per l'amore che mi ha accompagnato lungo il percorso.
Grazie a Suor Stella per l’affetto che nutre per me e per avermi dato l’opportunità di scrivere qui.
Il cammino di Marco ci ricorda che nessun traguardo viene raggiunto da soli, ma è sempre il frutto di un intreccio prezioso di amore, dedizione e memoria.
La capacità di custodire nel tempo l'affetto per chi ha guidato i suoi primi passi e la forza di trasformare le fatiche della vita in un traguardo così alto sono il segno di un cuore grande. A Marco vanno le nostre più vive congratulazioni, con l'augurio che la sua storia continui a essere luce e ispirazione per tutti noi.
Sr Helena Marques Pimenta, CSAC





