Nelle braccia dell’eterno Padre
a cura di paolo (0 commenti)
Infermiera professionale di straordinaria umanità e dedizione,
Suor Arnalda aveva il dono raro di vedere in ogni ammalato non un caso,
ma l'unica, preziosa persona da accudire e confortare
Con il cuore colmo di gratitudine per una vita spesa nel dono e nell'amore, e sorretta dall'abbraccio affettuoso di tutte le consorelle e confortata dai Sacramenti, il 22 ottobre 2025, si è dolcemente addormentata nel Signore, Suor Arnalda Ruggiero, CSAC nella sua amata "Villa del Rosario", luogo a cui era profondamente legata da un amore speciale.
Infermiera professionale di straordinaria umanità e dedizione, Suor Arnalda aveva il dono raro di vedere in ogni ammalato non un caso, ma l'unica, preziosa persona da accudire e confortare. Ha donato con passione instancabile e cuore immenso ogni giorno della sua vita ai malati della "Villa del Rosario", lasciando un'impronta indelebile di carità e cura.
Il suo spirito generoso ci ha guidato anche in momenti di serena condivisione, come la raccolta degli ulivi che abbiamo avuto la gioia di fare insieme. Quella giornata, incorniciata dal verde argenteo e dalla fatica gioiosa, è ora un tesoro prezioso. Le fotografie non sono semplici immagini, ma finestre luminose su quell'affetto condiviso, un ricordo che fiorirà sempre, vividamente, nel nostro cuore.
Davanti a un'esistenza così luminosa, spesa totalmente nel Dono e nella Carità, il nostro cuore si eleva in un'unica, profonda supplica: interceda per noi, Suor Arnalda!
Sr Helena Marques Pimenta, CSAC
Funerale – Suor Arnalda – Villa del Rosario, 23.10.2025
Ap 21, 1-7
Mt 11, 25-30
Fratelli e Sorelle,
-La nostra cara Suor Arnalda, si è addormentata nella pace di Cristo Risorto.
-Un cuore pallottino ha smesso di pulsare qui in terra, per continuare di pulsare in Dio Amore Infinito!
-Un Pellegrino coraggioso, tenace, perseverante è giunto alla cima della montagna di Dio.
-Un amante e curante della vita è entrata nella Vita!
Non ha aspettato la morte, come fosse seduta in una sala d’attesa in cui ci si rassegna, finché non arrivi il treno che ci sbarca nell’al di là! La sua vita è stata un itinerario, impegno, amore perché bisogna meritare la morte!
Suor Arnalda, celebrante della vita, ha meritato la sua morte. Facendo nostre le parole del salmista, si potrebbe dire che “…Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo…” (salmo 89).
Lei ha oltrepassato questi limiti! 83 anni compiuti qualche mese fa! Cui 59 anni di vita religiosa. Vogliamo solo DIRE GRAZIE a DIO per la sua vita, per il dono della sua Vita, per la testimonianza della sua vita.
Cara Suor Arnalda, ecco, ora: “una nuova terra e un nuovo cielo… Il mare non c’è più…”! (cfr. Ap 21, 1). È finito il viaggio fra i pericoli, le burrasche, i travagli… Sei arrivata in porto.
Il mare, nelle Scritture, è l’elemento oscuro, inquietante; luogo di pericolose tempeste scatenate da forze brutali e implacabili; racchiude abissi abitati da mostri. Ma ora sono annientati. È il momento della nuova creazione. Siamo rapiti nella meraviglia della visione profetica, nel punto culminante dell’Apocalisse.
Ecco incedere una sposa adorna per il suo sposo. Se ci sono lacrime, sono di gioia e di commozione, perché le cose di prima, come la morte, il lutto, l’affanno, il lamento, non ci sono più. «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»: dice colui che siede sul trono. Sono le prime note della sinfonia del nuovo mondo.
Una sposa assetata finalmente, come la cerva cantata dal Salmo, può saziarsi alla fonte: «A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita» (Ap 21, 6). Il Signore giura che sarà lui in persona a colmare pienamente ogni suo desiderio fino a darsi come suo tutto (“sarò il tuo Dio”) e lei sarà figlia, il tutto per il Padre!
Che cosa può ottenere di più una creatura?
Vedrà cieli nuovi e terra nuova. Vedrà dischiudersi ciò che da sempre è avvolto nel mistero. Vedrà quel volto da tanto cercato e implorato.
Amerà senza alcun imbarazzo o inibizione e in totale libertà; amerà a tal punto che il suo amante potrà finalmente donarsi a lei con la totalità del suo essere; e amerà senza fine, perché è proprio dell’amore non essere mai sazio.
Canterà per la pienezza della gioia; canterà perché è proprio di chi ama oltrepassare la strettoia delle parole e lasciarsi andare alla melodia del cuore.
Sì, carissime sorelle, carissimi amici, vedremo, ameremo, canteremo. È il nostro destino. Dovremmo aiutarci di più a fissare lo sguardo verso la meta, a “cercare le cose di lassù” (cfr. Col 3,1).
Suor Arnalda vive in Dio! e ringraziamo il Signore per la sua vita. Ma ringraziare non basta, ammirare non serve tanto, apprezzare non ci impegna, vogliamo chiedere la grazia di IMITARE. Suor Arnalda fa parte della schiera dei consacrati appassionati di Dio, fedeli scrutatori delle vie del Signore. Innamorata, oserei dire – rapita da Cristo - e con lo sguardo fisso su Vincenzo Pallotti fu preoccupata per la salvezza di tutti. Tutti devono conoscere Cristo. Tutti devono essere di Cristo, battezzati, credenti!
Ha amato la Chiesa, ha amato l’Istituto, ha vissuto per Dio solo e per Gesù Cristo misericordioso, Apostolo del Padre, servendo gli ammalati in questa clinica. Ha speso ogni giorno della sua vita in questa famiglia religiosa sin dalla sua giovane età di 22 anni. Amava la comunità, aveva un grande rispetto per l’Autorità. Si è dedicata con tanto zelo, tanto amore e tanti sacrifici per la cura dei sofferenti mettendo in disposizione tutti i suoi talenti.
Dio Sia benedetto per il dono di Suor Arnalda! Per la testimonianza della sua vita. In Dio, possa lei accompagnarci con le sue preghiere. Possiamo anche noi spenderci con passione e perseveranza per il BENE nel servizio fedele della Chiesa.
Cosi sia.



