la Famiglia Pallottina in pellegrinaggio a San Giorgio di Cascia

a cura di paolo (0 commenti)

Essere qui non significa semplicemente visitare un luogo, ma tornare alle radici di una storia di fede che continua ancora oggi a parlare ai nostri cuori

Domenica 10 maggio 2026, il piccolo borgo di San Giorgio di Cascia ha riaperto le sue braccia per accogliere il tradizionale pellegrinaggio annuale della Famiglia Pallottina. Un appuntamento che non è solo una data sul calendario, ma un vero "ritorno a casa" alle radici umane e spirituali di San Vincenzo Pallotti.

San Giorgio è il paese d'origine di Pietro Paolo Pallotti, padre di Vincenzo. Sebbene il Santo sia nato a Roma nel 1795, il legame con questa terra umbra è rimasto indissolubile grazie alla famiglia Pallotti che, ancora oggi, risiede nel borgo e mantiene viva la tradizione dell'accoglienza.

Quest'anno, 29 membri della Famiglia Pallottina sono partiti da Roma alle prime luci dell'alba. Ad accoglierli, oltre alla bellezza dei paesaggi umbri, il calore della signora Antonia Pallotti, matriarca della famiglia, che con affetto ha ricordato i decenni di visite e legami tra la famiglia naturale e quella spirituale.

La Santa Messa è stata celebrata alle 11:30 presso il Centro Comunitario, che ancora oggi sostituisce la chiesa del borgo, danneggiata dal sisma del 2016.

Il Rettore Generale, P. Zenon Hanas, ha presieduto la celebrazione affiancato dai padri del Generalato e del Collegio Internazionale, alla presenza delle Suore Pallottine e del presidente dell’UAC, Enrico Bernardini, sua moglie e altri membri laici dell’UAC.

Un momento di profonda commozione è stato dedicato alla memoria di Suor Edoarda Torti, CSAC, scomparsa lo scorso marzo, che per anni è stata l'anima organizzativa di queste giornate.

Durante la giornata, è stato consegnato alla famiglia Pallotti un dono di straordinario valore storico: tre volumi curati da Padre Jan Kupka, contenenti 881 lettere inviate a San Vincenzo.

Tra queste, spicca una lettera di Nicola Nardi che chiamava il Santo "parente", a testimonianza di come la santità di Vincenzo sia fiorita dentro una trama di relazioni familiari concrete e autentiche.

Nel pomeriggio, dopo la solenne processione con la statua del Santo baciata da un sole provvidenziale, la comunità si è spostata a Fogliano per il pranzo.

La scelta del luogo non è stata casuale: Fogliano è la terra d'origine della madre di San Vincenzo, Maria Maddalena De Rossi.

Coincidendo con la Festa della Mamma, la giornata ha assunto un significato ancora più profondo.

Ricordando i nonni materni del Santo (Giuseppe De Rossi e Cecilia Coppi), si è riflettuto su come ogni cammino di fede porti con sé l’eredità silenziosa e feconda di una madre. Alle mamme presenti è stata dedicata una preghiera, un canto e l'omaggio di una rosa, celebrando il loro dono di "allargare il cuore" per farsi dono per gli altri.

La giornata si è conclusa con la benedizione con la reliquia di San Vincenzo, lasciando nei cuori dei partecipanti la gratitudine verso la famiglia Pallotti.

Grazie alla loro ospitalità, il legame tra la famiglia di sangue e la famiglia apostolica continua a scorrere come un fiume vivo, alimentando il carisma di San Vincenzo anche nel 2026.

 

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