In cammino con “Pietro” nelle terre d’Africa

a cura di paolo (0 commenti)

In ogni tappa, dal 13 al 23 aprile, in ogni abbraccio del Santo Padre, noi siamo lì con lui, pronti a farci canali di quella speranza che non delude

 

Come Chiesa universale, ci stringiamo in un unico coro di preghiera per accompagnare i passi, la voce e la presenza di Papa Leone XIV nel suo storico viaggio apostolico in Africa. Siamo una Chiesa che cammina al suo fianco, riconoscendo in lui il nostro capo nella fede e il testimone instancabile della misericordia di Dio.

In queste ore, il nostro cuore batte all'unisono con le nazioni che hanno il privilegio di accoglierlo in questo mese di aprile: dalle sabbie dell'Algeria, al cuore del Camerun, attraverso le terre dell'Angola fino alla Guinea Equatoriale.

In ogni tappa, dal 13 al 23 aprile, in ogni abbraccio del Santo Padre, noi siamo lì con lui, pronti a farci canali di quella speranza che non delude.

Non siamo spettatori, ma compagni di viaggio. Insieme ai fratelli e alle sorelle di altre confessioni religiose, camminiamo in uno spirito di vera fratellanza umana, affinché la voce del Papa non sia un grido isolato, ma diventi la nostra voce corale nei confronti di un'umanità che soffre. Vogliamo essere l'eco di quel messaggio potente che Leone XIV ha lanciato da Annaba:

"La pace è possibile, la storia può cambiare".

Crediamo fermamente che queste parole possano scuotere le coscienze e seminare vita nuova dal deserto del nord fino alle foreste del sud.

L'accorata preghiera che eleviamo al Signore, come Famiglia Pallottina radicata in molti angoli di questo continente, è che questa visita possa generare frutti di grazia abbondanti e duraturi.

Auspichiamo che il passaggio del Santo Padre segni l'alba di una nuova stagione di dignità, portando ristoro e speranza ai tanti sofferenti che abitano l'Africa, affinché ogni vita sia testimonianza viva dell'amore di Dio.

Preghiamo affinché il passaggio del Papa tocchi il cuore di chi ha il potere di lenire il dolore della gente. Chiediamo che si passi dall'indifferenza alla cura, e che le abbondanti risorse di cui questa terra benedetta è ricca siano finalmente condivise con giustizia, garantendo a ogni uomo e ogni donna la dignità che spetta ai figli di Dio.

Supplichiamo con forza il cessare delle armi. Che i conflitti lascino il posto al dialogo e che il ferro delle spade venga fuso per costruire aratri e strumenti di vita.

Possa la presenza di Papa Leone XIV essere la scintilla di una trasformazione reale, dove l'Africa non sia più vista come una periferia del mondo, ma come il centro di una nuova umanità riconciliata.

Insieme camminiamo, insieme preghiamo, perché il grido dell'Africa sia ascoltato e la sua gioia sia finalmente piena.

 

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