Cosa significa servire Cristo quando nessuno ci guarda?
a cura di paolo (0 commenti)
Sr Ellen ha espresso, a nome suo e di Madre Stella, il desiderio che quanto vissuto non resti solo un passaggio intellettuale, ma diventi per ciascuno un invito a rinnovare la propria vita interiore e a ritrovare motivazione nell’apostolato quotidiano
È stata questa la domanda che ha attraversato la sala Vivaldi dell’Hotel Ponte Sisto a Roma, dove la Famiglia Pallottina si è riunita per l’ultimo incontro di studio e formazione del 2025, il 10 dicembre, promosso dall’Istituto San Vincenzo Pallotti di Roma.
Al centro della serata, il cuore della spiritualità Pallottina: la vita di Cristo e l’intuizione di san Vincenzo Pallotti, che ha consegnato alla Chiesa un carisma fatto di carità, missione e profonda unione con Dio.
L’occasione è stata la presentazione dello studio di Madre Stella Marotta, “Un apostolato occulto per ravvivare la fede tra i cattolici: punti di quotidianità apostolica”.
Madre Stella, che ha scritto gran parte del testo pregando davanti alle spoglie di san Vincenzo Pallotti nella Chiesa del Santissimo Salvatore in Onda, non ha potuto essere presente per impegni legati al suo servizio di Madre Generale.
Per questo ha affidato la presentazione a suor Ellen Cirila, chiedendole personalmente di condividere il suo studio con tutta la Famiglia Pallottina.
Una serata viva, più di una conferenza: un incontro
Fin dalle prime parole, suor Ellen ha trasformato la sala in un luogo di ascolto e di dialogo.
Ha rivolto domande, ha invitato diversi partecipanti a leggere brani del testo e ha reso tutti parte di un cammino comune. La sua conduzione dinamica ha fatto sì che lo studio di Madre Stella non fosse solo da ascoltare, ma da vivere insieme.
Lo studio conduce nel cuore del carisma Pallottino: san Vincenzo Pallotti che, nel suo discernimento, matura la certezza di dover “istituire l’Unione nella Chiesa”, intuendo che la missione è di tutti e che ogni battezzato ha un ruolo nell’annuncio del Vangelo.
Madre Stella mette in luce la profondità dell’“apostolato occulto”, definito come un apostolato “all’infrarosso”, vissuto lontano dagli sguardi ma visto da Dio, e capace di sostenere ogni altra azione apostolica.
È il battito nascosto che dà vita alle opere visibili, la dimensione che Pallotti ha incarnato nella sua adorazione silenziosa, nel suo ministero instancabile e nella compassione verso i più fragili.
Nazaret come scuola: la vita nascosta di Cristo
Uno dei passaggi più intensi è stato quello dedicato alla vita nascosta di Gesù a Nazaret, che Madre Stella presenta come vera “scuola dell’apostolato”.
Per trent’anni Cristo ha imparato, nel silenzio e nella semplicità, la fedeltà, il lavoro, l’amore discreto. Maria, Regina degli Apostoli pur senza aver predicato, e San Giuseppe, con il valore del suo lavoro quotidiano, emergono come maestri di un apostolato che non fa rumore e che prepara alla missione pubblica.
In questa luce, suor Ellen ha evidenziato quanto Pallotti desiderasse che i suoi figli spirituali vivessero la stessa unione tra interiorità e servizio, tra preghiera e gesti concreti, tra contemplazione e carità quotidiana.
Un dialogo ricco: la partecipazione dei presenti
Nella parte conclusiva dell’incontro, la riflessione è cresciuta grazie agli interventi dei partecipanti, che hanno mostrato quanto il tema dell’apostolato nascosto sia attuale.
Padre Derry Murphy SAC, Primo Consultore Generale, ha richiamato l’attenzione sul bisogno di rendere concreto l’apostolato quotidiano, trasformando lo studio ascoltato in scelte reali di vita.
Padre Vanderlei Luiz Cargnin SAC, Economo Generale, ha ampliato lo sguardo interrogandosi su come custodire il valore dell’apostolato occulto nell’epoca dei social media, dove tutto sembra richiedere visibilità.
Gabriella Acerbi, Presidente dell’UAC, ha ricordato l’importanza di una testimonianza cristiana riconoscibile non tanto per le parole, quanto per il modo di vivere: gesti semplici, sorrisi, accoglienza.
Claudia Donnini ha richiamato l’attenzione sull’apostolato nascosto di Gesù stesso, che ha donato la vita nel silenzio di un amore totale.
Donatella Acerbi ha posto infine l’accento sulla parola “disponibilità”, una dimensione essenziale del carisma Pallottino che merita di essere riscoperta.
Gli interventi, diversi ma convergenti, hanno mostrato come la riflessione proposta da Madre Stella non appartenga al passato, ma interpelli il presente: la vita di oggi, le nostre relazioni, il modo in cui ciascuno può essere apostolo nel quotidiano.
Nel concludere, suor Ellen ha espresso, a nome suo e di Madre Stella, il desiderio che quanto vissuto non resti solo un passaggio intellettuale, ma diventi per ciascuno un invito a rinnovare la propria vita interiore e a ritrovare motivazione nell’apostolato quotidiano.
Una realtà ben riassunta da una delle espressioni più forti del carisma Pallottino: il vero apostolato nasce dal cuore unito a Cristo, cresce nel silenzio, si alimenta nella preghiera e si traduce in gesti semplici di amore.
L’incontro si è concluso con lo sguardo rivolto a Cristo e al Fondatore, nella consapevolezza che l’apostolato più fecondo è spesso quello che non si vede, ma che Dio riconosce e accoglie.
Anna Ferreira, Roma





