Pensieri di San Vincenzo Pallotti

San Vincenzo Pallotti prega per noi

 “Un’anima che crede in Gesù Cristo e si sforza di imitarlo con umiltà e fiducia, ottiene che Gesù Cristo distrugga in essa ogni deformità e imperfezione; entra Gesù Cristo in quell’anima, Egli vive in essa e le dà il merito delle sue opere santissime.”
(OOCC III, 34-39)
 

“La vita di tutti deve essere la più perfetta imitazione di Gesù Cristo.”
(OOCC II, 54)
 

“Chi sono io innanzi a te, mio Dio, che tu, di giorno e di notte, sia ch’io vegli o dorma, sia ch’io pensi a te, sia che non ti pensi, nonostante la mia ingratitudine e peccati, con Amore Infinito, abbia a pensare sempre a me, per distruggere la mia indegnità e trasformarmi tutto in te?”
(OOCC X, 472 (Opere Complete, vol. X pag. 472) 

 

“Iddio... si è degnato formarmi miracolo, trofeo, abisso della sua Onnipotenza, Sapienza, Bontà.
(OOCC X, 356) 

 

“L’anima mia è anche immagine di Dio Figlio, che ha come caratteristica di esser la perfetta somiglianza del Padre. Perciò se l’anima mia non si perfeziona come immagine di Dio, agisce contro la sua natura di immagine di Dio Figlio... Mio Dio, tu hai innestato nell’anima mia questo obbligo  di natura, eppure sapevi bene quanto sarei stato ingrato e quanto avrei agito in opposizione ai tuoi meravigliosi e amabilissimi piani!... Mio Dio, Amore infinito dell’anima mia poverella, deformata, impiagata, avvelenata!”
(OOCC XIII, 79-82 (Iddio Amore Infinito [IAI], meditazione XII)

 

“L’anima mia è anche immagine dello Spirito Santo, che è l’Amore Infinito del Padre e del Figlio. Perciò devo vivere una vita d’amore, nell’Amore Infinito… Tutti i pensieri della mia mente e gli affetti del mio cuore devono aspirare all’Amore infinito,… perché la mia anima diventi sempre più simile all’Amore infinito e si trasformi nell’Amore purissimo di Dio. Mio Dio, che invenzione stupenda è questa d’avermi fatto a immagine dell’Amore Infinito!”
(OOCC XIII, 83-85 (IAI, med. XIII) 

 

“L’anima mia è viva immagine della Santità di Dio. E, allora, se non divento santo, quanto posso, sono in contraddizione con la mia natura. Dunque, mio Dio, per non degradare l’opera tua, devo acquistare, in tutto e sempre, tutta la perfezione possibile.”
(OOCC XIII, 107-108 (IAI, med. XIX) 

 

“Sono certo che Iddio, vista la sua infinita bontà e amore infinito, se mi potesse fare vero Dio, mi farebbe vero Dio!”
(OOCC X, 143) 

 

“Illuminato dalla fede ricordo che Dio non ha impedito il peccato di Adamo anche perché la vita nostra fosse tutta nobilitata, santificata e arricchita dei meriti della vita di Gesù Cristo.”
(OOCC XIII, 132-133 (IAI, med. XVI) 

 

“Ah, mio Dio, io non capisco, sento il tuo amore infinito, e la tua misericordia, ma non la comprendo, e la dimentico ad ogni momento.
(OOCC XIII, 144 (IAI med. XXVIII) 

 

“Pregate e intercedete per me, affinché da questo momento e per sempre incominci a conoscere l’Amore Infinito, e viva nella più perfetta corrispondenza ai disegni ineffabili del mio Creatore.
(OOCC X, 482) 

 

“Mio Dio, perdonami se ardisco dire così: tu sei l’impazzito d’amore verso di me perché tu ad ogni momento e sempre da tutta l’eternità pensi a me e versi sopra di me infiniti diluvi di grazie, di favori, di doni e di misericor­die.”
(OOCC X, 235) 

 

“C’è nell’anima mia un costitutivo naturale che aspira all’amore infinito… perciò sono obbligato a vivere una vita d’amore.”
(OOCC XIII, 84 (IAI med. XIII) 

 

Sia distrutta tutta la vita mia
e la vita di Gesù Cristo, mio Signore,
sia la vita mia;
e la vita del Padre e dello Spirito Santo sia la vita mia.

Sia distrutto tutto ciò che è in me,
e sia in me tutto ciò che è
nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo.

E tutto ciò avvenga per la piissima misericordia,
per i meriti del nostro Signore Gesù Cristo,
e per i meriti e l'intercessione della beatissima Vergine Maria,
e di tutti gli angeli e santi.
(X, 423 s) 

 

Osimo 1840
Iddio è solito visitare le sue creature con qualche tribolazione per disporle a ricevere molte misericordie, doni e grazie.

Trovandomi infatti io infermo nella città di Osimo (1840),
Iddio si è degnato di guardare pietosamente me,
nella mia infinita indegnità
con la sua infinita misericordia,
e mi ha ispirato una fiducia certa e sicura
che il Padre delle misericordie
per la stessa sua infinita misericordia,
per i meriti infiniti del nostro Signore Gesù Cristo,
per i meriti e l'intercessione di Maria santissima,
degli angeli e dei santi e di tutte le creature,
mi faccia fruttare tale infermità che non solo è stata leggerissima,
ma che è stata anche accompagnata
da un'assistenza distinta di persone,
ripiene della carità del nostro Signore Gesù Cristo,
mi faccia, dico, fruttare tale mia infermità
come se essa fosse stata una tribolazione
peggiore di tutte le tribolazioni
passate, presenti, future e possibili
di tutte le creature, e anche di più,
e me la faccia fruttare, come se tutte le creature
avessero sopportato le loro tribolazioni
con la perfetta uniformità di Maria santissima
e del divin cuore del nostro Signore Gesù Cristo.

E perciò, affinchè per la maggior gloria di Dio,
e per la più perfetta santificazione
della povera anima mia e di tutte le anime
che sono e saranno in tutto il mondo,
affinchè, dico, una tale fiducia
abbia il più perfetto e compito effetto
e con tutta la pienezza possibile,
io faccio la seguente pia intenzione ed offerta
(X, 424 s)